LA CONGIURA DEGLI INNOCENTI
( The trouble with Harry ) USA 1956
Omaggio al cinema e al più grande maestro di tutti I tempi
Alfred Hitchcock.
"La congiura degli innocenti" è il pretesto visivo e concettuale
è l'unica commedia satirica di Hitchcock se non la sua opera più filosofica
è la magia del gesto e il ritmo della parola
è il suo paradosso e il suo paradigma
è la dimostrazione della sua poliedrica grandezza narrativa e visiva.
La scelta di questo film come il simbolo opposto e contrario dell’evidente visivo della sua grandezza.
Adattato nel 55’ dallo stesso Hitchcock da un romanzo di Jack Trevor Story
con Shirley MacLaine( Jennifer moglie di Harry)
Edmund Gwenn (capitano Albert)
John Forsythe (Sam Marlowe il pittore)
Mildred Natwick (la signorina Gravely)
E’ la paradossale storia di un uomo che muore sotto la luce estiva di un parco e di tre persone
(il capitano Albert, Jennifer la moglie di Harry, la signorina Gravely e Sam il pittore che assiste attivo allo svolgimento della vicenda )abitanti di un piccolo paesucolo di campagna che si incolpano a vicenda della morte dello sventurato.
A turno sotterrano e disotterrano il cadavere come un familiare oggetto casalingo scoprendo poi alla fine che nessuno dei tre ne è l’assassino.
Tutto viene compiuto alla luce del sole con ciò che gli inglesi chiamano in una parola ( che in italiano non esiste) understatement, la sub valutazione la sub estimazione ovvero la capacità ironica di non farsi travolgere dalla fisicità delle cose e di valutarne l’essenza con apparente ma ironica leggerezza.
Il soffio della morte e la commedia delle parti.
Ne “La congiura degli innocenti” Hitchcock toglie il melodrama dallo stereotipo della notte buia e lo porta alla luce del giorno, da questo contrasto nasce un contrappunto e un improvviso innalzamento delle cose normali della vita.
Harry (il cadavere, marito assente da anni di Jennifer ) era stato un cattivo padre e un cattivo marito a nessuno interessava la sua morte, il distacco dei protagonisti dalla sua morte è cosi naturalmente e rispettosamente cinico che uno dei quattro (Sam il pittore) approfitta di quella salma immobile per realizzare uno schizzo, la satira e l’ironia è notevole soprattutto quando la signorina Gravely si avvicina al capitano nel parco mentre osserva da vicino la salma e gli chiede –ha delle noie capitano?-; il tutto viene sorprendentemente incoronato da un miliardario di passaggio che fermandosi nel piccolo paese nota I quadri di Sam facendogli una generosa offerta.
Tutto il film è un balletto minuzioso e raffinato, un umorismo sfacciato e pagano ritmico e travolgernte con le straordinarie inquadrature narrative che solo il maestro sapeva fare.
Guardatelo!


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